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Locazioni brevi 2026: guida fiscalità e partita IVA nel 2026
Martedì 20/01/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.
Per migliaia di proprietari che si trovano oggi con un portafoglio di 3 o 4 immobili, il 2026 è l'anno della scelta: ridurre il numero di case destinate al turismo o aprire la Partita IVA.
Il passaggio al regime professionale comporta una metamorfosi fiscale completa, spostando il reddito da "reddito fondiario/diverso" a "reddito d'impresa". Il bivio fiscale: cedolare secca vs regime ordinario o forfettario Mentre per chi resta sotto la soglia dei 3 appartamenti la cedolare secca rimane un'opzione (con aliquota al 21% sul primo immobile e al 26% sul secondo), chi supera il limite deve valutare la convenienza del Regime Forfettario. Nel regime forfettario l'imponibile viene calcolato applicando ai ricavi il coefficiente di redditività del 40% per il codice ATECO 55.20.51. Su questo imponibile si applica l'imposta sostitutiva del 15% (o del 5% per i primi 5 anni per le nuove attività). RICAVI x 40% x 15% (o 5%). Oltre all'imposta sul reddito, il passaggio alla forma imprenditoriale introduce tre nuovi temi:
Paradossalmente, per chi ha poche spese detraibili, il regime forfettario potrebbe risultare più vantaggioso della cedolare secca al 26%, poiché la tassazione effettiva sui ricavi lordi scende al 6% (40% x 15%). Tuttavia, bisogna considerare l'incidenza dell'IVA e dei contributi previdenziali nel calcolo del netto finale. Leggi anche i precedenti articoli della rubrica: - Locazioni brevi 2026: la fine dell’host 'hobbista' |
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